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Breve storia del circuito (da Wikipedia)

Il circuito di Ospedaletti-San Remo nasce nella primavera del 1947 per volontà del comandante Michele Allavena, l'Avv. Remo Pestarino, il dott. Luca Vismar e l'Automobil Club Sanremo. Il titolo Gran Premio di San Remo nacque con la prima edizione del 1937 che venne disputata all'interno del piccolo anello cittadino di Sanremo a cui prese parte Achille Varzi dopo un periodo di assenza dalle corse. L'entusiasmo scaturito dalla bellissima gara venne però congelato dal periodo bellico che mise un freno alla successiva edizione. Nel 1947, con la fine della guerra, si ritrovarono gli entusiasmi per dar vita alla seconda edizione del Gp San Remo e si optò per la creazione ad hoc di un circuito che vide nella sua morfologia le condizioni ideali per correre, il circuito di Ospedaletti adiacente alla città di San Remo.

Ospedaletti infatti disponeva di un lungo rettilineo i cui due estremi erano raccordati da un’ottima circonvallazione; inoltre, la viabilità ordinaria sarebbe stata assicurata da una strada parallela sul lungomare, la via XX Settembre.

Il circuito cittadino di Ospedaletti debuttò come gara di velocità nel 1947, venendo inclusa fin dall'anno seguente nel Circuito Internazionale dei Gran Premi. L'avventura della Formula Uno vide i più grandi nomi dell'epoca, da Nuvolari a Fangio, Ascari, Bira, Villoresi ecc. e si concluse nel 1951 a causa dei problemi di sicurezza causati in parte dal grave incidente di Johnny Claes e in parte alla potenza dei nuovi motori che non trovava più sfogo sul tracciato troppo compresso. Continuò il motociclismo sino al 1972, l'anno successivo per problemi di sicurezza a seguito della tragedia a Monza di Pasolini e Saarinen si bloccò definitivamente l'organizzazione del Gran Trofeo di Ospedaletti.

 

link esterni :
http://www.circuitospedaletti.it/
http://www.marinadiospedaletti.it/

 

Storia di Ospedaletti (da Wikipedia)

L'origine del paese risale agli albori del XIV secolo quando un nobile provenzale, Fulcone di Villaret, Gran Maestro dell'Ordine Gerosolimitano di San Giovanni, ordine dei cavalieri custodi del Santo Sepolcro, venne sorpreso, insieme al suo equipaggio diretto dalla Palestina alla Francia, da una tremenda tempesta nel golfo ligure.
La nave affondò, ma il nobile e la sua flotta si salvarono e approdarono a nuoto sulla spiaggia del Giunchetto. Scampati alla furia del mare, decisero di ringraziare San Giovanni, erigendo una cappella. Oltre alla chiesa, i crociati, che in seguito assunsero il nome di Cavalieri di Rodi, costruirono un ospizio per fornire assistenza ai pellegrini che si recavano in Terra Santa.
Da questo ospizio discenderebbe il nome di Ospedaletti che significa, appunto, luogo ospitale. Il borgo acquisì autonomia amministrativa nel 1923, dopo essere stato frazione di Coldirodi, paese disposto sul colle che origina la zona di Capo Nero, a sua volta entrata a far parte del Comune di Sanremo nel 1956.
Fino alla metà del XIX secolo i pochi abitanti di Ospedaletti trascorrevano la propria vita tranquillamente, dedicandosi alla pesca e alla coltivazione degli ulivi e dei limoni.
A partire però dal 1860 i loro lenti ritmi di vita erano destinati a cambiare: in quell'anno il Dottor Kerel, medico dell’imperatrice di Russia, Maria Aleksandrovna scoprì questo piccolo borgo, consigliandolo alla regnante per il suo clima salutare. Questo episodio cambiò la vita di Ospedaletti che in breve tempo divenne la meta preferita dei turisti stranieri.
Nel 1881 la Società Fondiaria Lionese promosse la costruzione di grandi alberghi e della principale rete stradale e da quel momento il paese si trasformò da semplice borgo di pescatori in uno dei più attrezzati centri per la ricettività turistica.
Fu frequentata nel passato da una clientela elitaria, appartenente all'aristocrazia mitteleuropea e al gotha della cultura mondiale (nella Villa Sultana fu ospitato il primo Casinò d'Italia, inaugurato nel lontano 1883 e poi chiuso, per regio decreto, nel 1925).
Durante il boom economico fu anche meta dei dipendenti di livello medio-alto della Fiat, infatti in posizione dominante lungo la via Aurelia possiamo trovare la colonia della casa automobilistica, in cui i dipendenti privilegiati andavano a trascorrere le ferie. Attualmente il palazzo in questione, dopo un periodo di abbandono, sta rifiorendo insieme al sontuoso giardino e verrà adibito a residence.

 

Firenze

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